Specialista in Ortopedia e Traumatologia  - Master Universitario in "Patologia degenerativa del ginocchio"

La Protesi di Ginocchio


Con il termine di Protesi ginocchio si indica una gamma molto variabile di tecniche ed impianti chirurgici.

Una protesi articolare non è altro che il corrispondente "cartilagineo" che nel soggetto con artrosi risulta essere danneggiato, o eroso o consumato. Nell'intervento chirurgico di protesi al ginocchio viene asportato il residuo cartilagineo dalla tibia e dal femore con il sottostante osso subcondrale, e quindi sostituito con due componenti in metallo che formeranno la nuova articolazione. 
Tra queste due componenti in metallo verrà posizionato un inserto in polietilene (il polietilene è come una plastica), che potrà essere fisso al piatto tibiale, o dotato di un certo range di movimento rotazionale (in tal caso parleremo di protesi di ginocchio a piatto mobile). Nei casi in cui vi è anche una artrosi rotulea, applicare una protesi in polietilene anche sulla rotula. L'adesione delle componenti protesiche all'osso è assicurata da un apposito cemento in polimetilacrilato.

Sebbene la protesi al ginocchio abbia una storia ed una evoluzione più recente rispetto all’anca, attualmente, anche per la biomeccanica che entra in gioco nel movimento articolare, la protesi al ginocchio ha una durata tendenzialmente maggiore rispetto alla protesi d’anca.

Bisogna chiarire alcuni concetti sula protesi al ginocchio. E' uso comune parlare di protesi al ginocchio, ma solitamente con questo termine si intende la Protesi Totale di Ginocchio.





protesi ginocchio

protesi totale ginocchio

Pochi sanno in verità, che esitono le Protesi Monocompartimentali di Ginocchio (leggi la pagina che ne parla), volgarmente dette "Protesi Parziali", perchè sostituiscono solo uno o due dei 3 compartimenti da cui è formato il ginocchio 



gonartrosi, protesi monocompartimentale lateraleprotesi monocompartimentale protesi monocompartimentale ginocchioprotesi parziale ginocchio














Indicazioni
Nonostante il tempo medio di durata di un impianto per una protesi si sia allungato, questo non è eterno. Ma questo non deve essere un limite per la chirurgia, che può essere necessaria in una larghissima fascia di età (in alcuni casi anche nel giovane). Mediamente i pazienti operati per protesi di ginocchio hanno dai 50 agli 85 anni. E' bene ricordare che un peso eccessivo del corpo può portare ad una durata leggermente inferiore della vostra protesi impiantata, ma è pur vero che se una protesi è solo usurata (ma ancora ben posizionata e integrata con l'osso) vi è un solo pezzo da cambiare (il polietilene), l'unico che va incontro ad usura.
Il paziente andrà valutato nella sua globalità: 
  • Dolore (posizione, sede, frequenza, intensità, durata)
  • Disabilità causata dal ginocchio danneggiato (es. impossibilità a fare le scale)
  • aspettative del paziente
  • sesso
  • età
  • prospettive del paziente
  • comorbilità che possono inficiare il risultato finale  

La decisione sull'eventualità di un intervento di protesi e sul tipo di impianto da eseguire andrà discussa tra il medico, il paziente ed eventualmente i familiari, in modo da prendere la decisione più giusta e condividerla.

La protesi di ginocchio totale è indicata in tutti quei pazienti in cui il ginocchio è interessato da un processo degenerativo (artrosico) globale, ovvero che coinvolge più compartimenti (artrosi del ginocchio tricompartimentale). In questi casi il dolore è globale, e probabilmente avete anche difficoltà a fare una semplice passeggiata o a salire le scale. In queste situazioni una sostituzione parziale, porterebbe inevitabilmente al fallimento. 


protesi ginocchioL'intervento di protesi totale di ginocchio è un intervento efficace, relativamente sicuro che vi permetterà di alleviare e far scomparire il dolore, correggere eventuali deformità in varo (gambe a parentesi) o in valgo (gambe a X) che si sono venute a creare con l'avanzare dell'artrosi.
Con l'intervento di 
protesi totale di ginocchio
 si ottengono ottimi risultati funzionali e normalmente la scomparsa del dolore.
È un intervento che può essere praticato agevolmente anche in pazienti con più di 80 anni, e spesso permette il ritorno ad ud alcune attività sportive.


L’intervento consiste nella sostituzione dell’articolazione con una protesi che  è costituita da una componente femorale, una componente tibiale ed un inserto interposto fra queste strutture. In alcuni casi può essere indicato applicare anche una componente protesica rotulea qualora la rotula risulti molto danneggiata. Le componenti femorale e tibiale sono costituite da materiale metallico (cromo-cobalto o titanio) mentre l’inserto interposto è costituito da materiale plastico (polietilene ad alto peso molecolare): tale inserto ha lo scopo di permettere il movimento articolare di scorrimento e di rotolamento. 
protesi ginocchioQuando utilizzata, la componente rotulea è di polietilene ad una superficie metallica. Vari sono i modelli di protesi tra i quali il chirurgo può attuare una scelta: tale scelta è guidata soprattutto dall’esperienza del singolo chirurgo e dai buoni risultati ottenuti. 

Presso il nostro Istituto è un intervento che eseguo quotidianamente, con accesso cutaneo e tecnica mini-invasiva.
Dalla prima protesi di ginocchio sono passati ormai 50 anni, e l'evoluzione dei materiali è stata così importante, da affermare tranquillamente che una protesi di ginocchio ha una durata media di 25 anni circa.

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protesi ginocchio totale
protesi totale di ginocchio




Le protesi  totali di ginocchio possono grossolanamente essere suddivise in cinque categorie di cui le prime due sono sicuramente i più utilizzati, come qui di seguito descritto.

Protesi di ginocchio a conservazione del legamento crociato posteriore. Sono molto genericamente “adatte” a pazienti con danno artrosico limitato e con legamento crociato integro. Queste possono avere un inserto (polietilene) fisso, o rotante. Parleremo quindi di protesi di ginocchio a piatto fisso o protesi a piatto mobile.

protesi ginocchio bilateraleProtesi di ginocchio a stabilità posteriore: presentano una maggiore stabilità e possono essere usate anche in ginocchia con danno  artrosico più avanzato e lesione dei legamenti crociati. Si sottolinea che in alcuni casi il legamento crociato posteriore intatto potrebbe danneggiarsi dopo l’impianto della protesi rendendola instabile: per tale motivo alcuni chirurghi preferiscono questo secondo tipo di impianto. 

Protesi di ginocchio a conservazione di entrambi i crociati (anteriore e posteriore): è l'ultima innovazione nel campo della chirurgia protesica di ginocchio, che permette di conservare entrambi i legamenti crociati. Questo tipo di protesi, chiaramente la meno invasiva, è in commercio da meno di due anni ed ha al momento l'unica sfortuna di non avere risultati a distanza, ma i primi risultati sono molto incoraggianti. Chiaramente la conservazione dei legamenti crociati premette da parte del chirurgo un'ottima esperienza chirurgica, in modo da ottenere un ottimo bilanciamento del ginocchio, che altrimenti, facilmente, potrà risultare eccessivamente rigido o altrimenti instabile.

Protesi di ginocchio a vincolo condilare (o semivincolate), che presentano una maggiore stabilità: tali protesi sono utilizzate in casi di usura importante dell’osso o in presenza di importanti lesioni legamentose. Sono principalmente utilizzate durante revisioni di protesi precedentemente impiantate, o per reimpiantare una protesi rimossa ad es. in conseguenza di una infezione. 

dolore protesi ginocchio, revisione protesi ginocchio

Protesi di ginocchio vincolate: usate soltanto in caso di reimpianti con gravi deficit ossei o in caso di gravissima instabilità articolare. Presentano un vincolo “a cerniera” che guida sia il movimento che la stabilità della protesi, associato a steli endomidollari femorali e/o tibiali più lunghi. 


protesi ginocchio bilaterali
Inoltre i singoli modelli protesici possono riconoscere l’uso di un inserto in polietilene fisso, perfettamente congruente alle neo-superfici articolari o mobile tale da permettere modesti movimenti di rotazione dello stesso. 

Il recupero della deambulazione è molto precoce; addirittura si può tornare a guidare l'automobile già dopo 15-20 giorni.
Molto spesso applico il protocollo "fast track", che permette di far camminare il paziente il giorno stesso dell'intervento chirurgico,e di essere dimesso dopo quattro giorni, così da ritornare subito a casa.
Questo è possibile grazie alla mini invasività dell'intervento da me eseguito!

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Se ritieni di avere un problema al ginocchio, contattami: sarò lieto di incontrarti per aiutarti a risolvere il tuo problema.

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